Da un pò di tempo mi capita di frequentare un capannoncino in fondo ad un cortile della Bovisa separato solo da un muro dal Politecnico. E’ un posto strano con un grande pianta verde all’ingresso che non deve prendere freddo. Due materassi neri subito dietro che anziché stare sdraiati a dare conforto agli stanchi stanno in piedi a proteggere quelli che lavorano. E’ pieno di penne fogli, dischi in vinile, libri, strani oggetti in pietra, materiali riciclati. C’è anche uno spazio dove si disegna solo ad acquarello cose fantastiche. E’ poi c’è un frigo da cui esce di tutto , birra, acqua frizzante o meno.  Se hai bisogno di qualcosa compare. Hai bisogno che la gente si parli voilà ecco l’aumento  della potenza dei canali connettivi. Pensi che le riunioni devono essere piacevoli ecco che arrivano i cioccolatini e i boeri quelli che si distinguono perché c’è scritto sulla carta. Quando si va via tutto viene raccolto e messo a posto in modo naturale come lo era il luogo che ti ha accolto. Bah o beh posto ben strano in una città grigia e in una zona senza verde. Comunque se volete dar adito ai vostri sogni andate in Bovisa e suonate architetti.

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