Ieri 25/1/2011 vedo un articolo su Repubblica che invecchiava in tempo reale. Nel titolo parlava di 15.000 persone, all’interno di 25.000 e la prima ricerca di #egypt in twitter dava come risultato migliaia di tweets che parlavano tra l’altro di 100.000 persone nelle piazze contro Mubarak.

#EgyptSono rimasto ore a guardare quello che passava, domandandomi cosa volevano dire i messaggi in tutte quelle lingue, fermandomi in attesa di vedere quanti nuovi tweets arrivavano 77, 179, 1347, guardando il contenuto di foto, filmati, dirette televisive, numeri di telefono di avvocati, resoconti di piazze conquistate, proclami, il video dello studente che devia l’idrante.

Photo Egypt 25/1/2011

Un turbine di impressioni scambiate con alcune persone vicine, stordite, stupite dal mezzo. Incredule di essere lì. Qualche timido tentativo di mettermi nel flusso, mettere miei tweet per collegare #behchenpensi al #egypt, catturare le lingue per la mia timeline, tentavo di dire a chi conoscevo,  mettendo il loro nick in nuovi tweet come vedete fare da monaeltahawy, di partecipare, di esserci impotente di poter fare di più.

La prima cosa che balzava agli occhi era l’assenza di italiani. Una illuminazione: erano sotto un altra parola #Egitto. Allora altri tweet con #Egitto e #egypt per dire che c’era un altro mondo, ma le barriere linguistiche sembrano erette per non condividere dolore e gioia o semplicemente vanno reinventate o forse solo accettate.

La cosa interessante erano i contenuti. C’erano quelli veri che arrivavano dalla piazza, i resoconti giornalistici e tanti che propagavano ai loro amici quello che succedeva. Gli italiani connettevano quello che succedeva alla nostra realtà, per cui Ruby era un tramite per parlare di Mubarak. Guardavo e pensavo se persone di altri paesi stavano facendo la stessa cosa per esprimere il loro calore.

Twitter Blocked In Egypt Revolution 25/1/2011Lo stupore, il dispiacere, la constatazione, la rabbia più grande era che il regime stava togliendo il canale di comunicazione chiudeva Twitter. Non solo, toglieva la corrente, forse l’aria in modo da renderli afoni. Ed ecco subito info, notizie per raggiungere twitter in barba al governo

SolidarietàTwitter Blocked Walk AroundEntrambe danno notizia di soluzioni per aggirare il blocco governativo ma la prima viene dall‘Iran, da quelli che hanno inventato questo uso di twitter ( The information and videos in this report are sourced from various social media outlets, with Twitter being our primary source) e l’esperienza si vede dalla qualità del loro consiglio: using TOR to bypass censors.

Fate come me finché siete in tempo partecipate: andate su twitter e cercate #egypt…

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