Gli attivisti dei movimenti politici stanno ai cittadini come l’uomo della foto sta agli utenti dell’ascensore. Gli attivisti sono al servizio dei cittadini. Quali ascensori devono guidare gli attivisti? Quelli che mettono in relazione gli eletti con i cittadini in modo tale che i primi si occupino dei problemi dei secondi.
Se ci sono consiglieri che rendono trasparente il loro lavoro all’interno delle istituzioni, compito degli attivisti è andarlo a dire a tutti i cittadini in modo tale che questi sappiano che quello è un canale aperto e al loro servizio.
Ma se i consiglieri usano la rete per la loro operazione di trasparenza, gli attivisti dovranno trovare in rete i singoli cittadini o gruppi di cittadini che vogliono usufruire dell’opportunità offerta dai consiglieri.
Se i cittadini non sono in rete gli attivisti dovranno portarceli aprendo scuole, facendo lezioni a domicilio il tutto per colmare il gap culturale che separa il cittadino dall’esercitare i propri diritti.
Se il gap è anche economico, come ad esempio la mancanza di computer o di una connessione a Internet, compito degli attivisti è di inventare tutte le soluzioni che permettano di superarlo.
E’ solo tramite Internet che è possibile fruire informazioni complesse con i propri tempi di comprensione, per cui questo progetto può avvenire solo utilizzando Internet.
Non esistendo un alternativa è importante focalizzare tutte le energie perché il divario tra il cittadino e Internet venga superato.

La scelta dell’immagine non è casuale visto che il lavoro dell’attivista come quello del liftman deve diventare obsoleto il più in fretta possibile.
Attualmente quando saliamo su un ascensore il bottone lo pigiamo da soli.

Sono i cittadini i proprietari delle istituzioni e non le strutture politiche, sia quando si declinano sotto l’appeal di essere movimento che nella tradizionale forma partito.

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