Esiste a Milano e dintorni una realtà politica organizzata su queste basi.  In corsivo come abitudine il documento nella sua interezza.

1. I TAVOLI DI LAVORO DEI GRUPPI DI QUARTIERE
Ogni gruppo si organizza per tavoli di 4-6 persone, in cui ciascuno “gioca” le sue idee.
Si valorizza il contributo di ogni partecipante: metodo dello stretto giro di tavola, interventi contingentati, no replica, verbale in stile “giudiziario” (fedele a quello che ciascuno dice).
Note:
Si parla non a nome proprio, ma a nome della popolazione italiana.
E’ importante venire “dalla strada”: anche in pochi, si è rappresentativi di tutti!
Bisogna scrivere un progetto, non un elenco di cose da fare.
Provvedimenti radicali, non di facciata; per far funzionare tutti i servizi che riguardano ciascuno
di noi, ovvero gestire in modo organico lle questioni essenziali per la vita quotidiana: lavoro,
casa, scuola, sanità, ordine pubblico, giustizia, mobilità, ecc. ecc.
Fondamentale la volontà politica; alla base di tutto non stanno questioni tecniche, ma
motivazioni etiche.
Importante la presenza di tutte le età: importanti gli ultracinquantenni per l’esperienza umana
che li rende esperti di vita civile.

2. LA PARTECIPAZIONE DI TUTTI ALLA POLITICA: COSTRUIRE UN’IDENTITA’
COLLETTIVA ATTRAVERSO IL LAVORO COLLETTIVO
L’identità collettiva:
Cambiare noi: ogni popolo ha il governo che si merita
Non dobbiamo più accettare di essere inesistenti come nazione, umiliati come popolo
L’identità nazionale si deve sviluppare dall’identità di cittadino.
La via è migliorarsi lavorando assieme. Migliorarsi: – come cittadini – culturalmente (mettendo
in comune le ns idee) – umanamente (rispetto e simpatia per sconosciuti) – politicamente.
Partecipare TUTTI:
Distinguere tra attivisti e cittadini comuni: è il cittadino comune che deve diventare protagonista.
Ovvero, non scimmiottare i partiti: il cittadino deve stare davanti, i politici dietro.
Creiamo il movimento della gente lavoratrice, che ha poco tempo disponibile.
L’attivista, invece di fare in prima persona, lavori a un dettagliato “spezzatino” dei compiti: che
permetta a chi ha pochissimo tempo di contribuire.

3. LA COMUNICAZIONE CON LA POPOLAZIONE:
Manifestini che parlino alla gente.
Instaurare un dialogo 1 a 1; in cui è importante il telefono (in particolare nella conferma incontri).
L’espansione è l’attività fondamentale. . Il resto, lo si fa per imparare a stare assieme, lavorare
assieme e quindi con il tempo diventare polo d’attrazione per altri.
Se si vuole cambiare l’Italia, bisogna fare politica: e la politica è essenzialmente aggregazione, a
tempo pieno!
(qui si aprirebbe un lungo discorso…)

4. PRIORITA’ E METODI DEL CAMBIAMENTO
L’idea è che la gente sa cosa vorrebbe… non sa forse di saperlo… non crede in sé stessa.
L’idea è che questo progetto venga fuori dalla gente Stessa! Diciamo, con un aiutino…
Bisognerebbe formulare l’aiutino come si deve. Che si capisca però che si deve passare
attraverso il cittadino: con il tempo attraverso tantissimi cittadini, per fare “peso”.
C’è chi vorrebbe inve, a questo punto, parlare di valori.. A me pare che il discorso dei valori sia

trito. Tutti fanno la “carta dei valori”… ma praticamente serve a poco o nulla.
Sicuramente, su questo punto non c’è molta concordanza…

5. IL GRUPPO DI QUARTIERE: Significa che la politica torna a casa della gente.
Ci si incontra facendo pochi passi, ci si interessa gli uni degli altri.
Si rende l’ambiente in cui sta la gente il punto di partenza della loro iniziativa politica.

6. MODERARE UN GRUPPO (1 moderatore per tavolo di lavoro):
interesse agli altri e alle loro idee; umiltà
più interesse per la qualità delle persone che per la qualità dei loro prodotti
cercare la crescita del “club”, che duri nel tempo.

7. LA RETE DEI GRUPPI: volere è potere, reagiamo alla rassegnazione
Creiamo una grande aggregazione: la politica è aggregazione
Realizziamo l’aggregazione mediante una rete di “club”.

8. LE SCADENZE ELETTORALI
Sono anzitutto strumentali alla crescita del cittadino: ci vogliono obiettivi concreti intermedi.
Un giorno il cambiamento lo imporremo grazie alle elezioni: restano un passaggio obbligatorio.

9. ATTIVITA’ DIVERSE DALLA “FABBRICA DEL PROGRAMMA” : fare un progetto,
sperimentarlo, certificarlo. (Bisogna essere seri…)
La fabbrica del programma, l’abbiamo sperimentata e validata per quasi tre anni.
Si tratta di far qualcosa di analogo per eventuali altri progetti (es.: come interagire a livello
locale con comitati e associazioni attive negli ultimi anni).
Un’attività può essere proposta ad altri gruppi solo se è stata debitamente certificata: bisogna
evitare che il gruppo finisca per perdere pezzi (normalmente i non-attivisti).

Note su L’ESPANSIONE (integrazione al punto 3)
Finora l’essenziale è stato fatto dal Gruppo Espansione, che è uno dei gruppi trasversali della
nostra rete: nel senso che è composto da qualunque partecipante a uno dei gruppi di quartiere
interessato a questo servizio.
Però, ci sono stati anche dei gruppi che si sono fatti carico dell’espansione del proprio gruppo,
andando a riattaccare manifestini ai portoni per attirare più gente agli incontri successivi… senza
che la nostra “organizzazione generale” se ne occupasse… Bravi!
Bisogna dire che è un’attività faticosa, ma i risultati sono stati molto buoni!

– abbiamo fatto un “campagna d’espansione” tra l’8 aprile e il 10 giugno, gestita dal Gruppo
Espansione; ora è chiusa

– so però che vari gruppi hanno già deciso di replicare l’attacchinaggio a casa loro
– forse qualcuno comincerà a farlo anche in quartieri limitrofi, per fondare altri gruppi?…

Con le persone interessate, a far problema non è certo il loro interesse che non mi permetterei
mai di mettere in dubbio. Semmai, si tratta di una certa pigrizia e soprattutto scarsa capacità di
iniziativa civica, diffusa tra tutti noi italiani; unita allo scoraggiamento diffuso. Per cui anche
gente motivata spesso si sgonfia in fretta.
Quindi non c’è da illudersi che si incarichino loro di fondare il loro gruppo… Dovremmo andare
noi da loro ad attacchinare. Ed è proprio questo che è difficile: il gruppo centrale Espansione
manca di persone.

Abbiamo già singoli che da una ventina di quartieri e soprattutto cittadine dell’hinterland o più
lontane ci hanno chiesto di andare a costituire un gruppo da loro. Ma l’attacchinaggio sarebbe a
carico nostro… Come si fa?

Però adesso stiamo tirando le fila e riorganizzandoci. Non è detto che non salti fuori la
disponibiltà di persone di questo o quest’altro gruppo per aiutare la costituzione di un gruppo
nuovo, non distante da loro. Magari in Gruppo centrale Espansione si riorganizza in modo
decentrato e più razionale. Vediamo!!

Annunci