Il documento dell’immagine è all’interno di questo gruppo https://www.facebook.com/home.php?sk=group_220486104646198&view=doc&id=228092620552213  che potete raggiungere permessi permettendo. E’ un caso interessante di rete costruita per risolvere il problema linguistico che preoccupa un movimento nato su basi planetarie. Come si evince dal testo, per risolvere la censura dei media, è necessario creare una rete di luoghi dove le persone possano lavorare per tradurre materiale appartenente ad altri idiomi. Dunque la rete non è una rappresentazione virtuale di una realtà fisica come in Toma Los Barrrios ma è un rappresentazione virtuale di una realtà linguistica. La differenza di fisicità che esiste tra il rappresentare un territorio, piuttosto che una lingua, fa quasi da contraltare alla differente concretezza dei compiti attribuiti ad una generica registrazione di quello che avviene sul territorio verso una specifica esigenza di tradurre da una lingua ad un altra. E’ come se i problemi di internazionalizzazione si prestassero maggiormente ad essere risolti con una rete virtuale che superi la lontananza fisica dei soggetti che, conoscendo lingue diverse, possano contribuire alla localizzazione. A differenza degli esempi di Toma Los Barrrios dove la strutture analizzate erano, almeno in termini informativi, gerarchiche  in quanto partivano da una radice per dividersi nei vari rami, qui si è scelto una struttura reticolare riportando all’interno di ciascun nodo l’elenco degli altri  nodi. L’orizzontalità di una soluzione reticolare è casuale o più vicina a soluzioni dove la virtualità è più spinta rispetto alla verticalità di soluzioni più legate al mondo reale?  Sono incuriosito dalla struttura che avrà il sito web paventato come risultato finale. Qui la struttura è data dalla struttura dei gruppi resa disponibile da Facebook e sopratutto dalla presenza in questo social di centinaia di milioni di persone, in un sito web questo come sarà rappresentabile? Se l’obbiettivo è la diffusione dei contenuti in molte lingue il sito forse conterrà le localizzazioni nelle lingue diverse dall’originale, risorse che come l’esperienza insegna devono stare fuori dai social. E’ una delle altre ragioni per le quali merita seguire questa realtà.

Come al solito a seguire e in corsivo il testo copiato a futura memoria.

Molte persone vogliono collaborare, ma non sanno come farlo. Beh, è ​​una cosa facile. Innanzitutto bisogna creare una rete di volontari, pubblicizzare questo canale e tutti gli altri nelle diverse lingue. Una volta fatto questo, quando la gente si sarà messa insieme in questi posti sarà possibile fare molte altre cose .

Una volta che i diversi canali hanno membri abbastanza la cosa migliore da fare è quella di dividersi in gruppi diversi a seconda delle cose che ciascuno sa fare: alcuni possono tradurre articoli e documenti perché conoscono altre lingue, altri trovare video, immagini o articoli nella propria lingua da tradurre; un altro lavoro è quello di mantenere i contatti con le piazze e assistere alle assemblee per redigere quanto si è deciso e infine creare gruppi per quelle lingue che non sono presenti ancora nella lista. L’obiettivo finale è la creazione di un sito web di riferimento.

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