Per una serie particolare di ragioni stamane mentre leggevo Per mangiare sano si paga anche di più mi sono ricordato della mia gita in Triennale dove era stata presentata l’esperienza dei maestri cioccolatieri di Brooklyn. L’incontro, sicuramente gustoso dal punto di vista alimentare, non lo era stato altrettanto dal punto di vista informativo, visto che in fin dei conti aveva limitato le informazioni sulla rete food a Brooklyn al solo cioccolato. Un paio di ricerche su google ed ecco che scopro la Food Brooklyn Coalition e il loro approccio al cibo. Trovatemi un movimento italiano che sostanzia le proprie idee comunicandole con tecniche come quelle di una infographic diet

Source: frugaldad.com

Ma l’altra cosa che mi ha incuriosito è il sostanziare le loro idee sopratutto con azioni pratiche come costruire una mappa del cibo di Brooklyn tramite una  Community Food Survey. Interessante è l’uso della rete per documentare e ampliare la viralità dell’azione. Cosa c’è di meglio per invogliare i cittadini a partecipare alla costruzione della loro mappa che documentare il processo di formazione della stessa?

Anche i dettagli sono importanti: osservate la mappa non è fatta su google map ma su openstreetmap ” the project that creates and provides free geographic data and mapping to anyone who wants it. We started it because most maps you think of as free actually have legal or technical restrictions on their use, holding back people from using them in creative, productive, or unexpected ways.”.

Tutto questo accade nella stessa settimana dove è stata lanciata un survey molto importante sullo stato del nostro territorio infatti è partito il censimento per capire quanti sono gli edifici sfitti e inutilizzati in tutta Italia da parte del movimento Salviamo il Paesaggio.

A questo punto mi sorge il dubbio stavo parlando di Paesaggio o di Cibo?

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