Ieri sera c’è stata una riunione simile a quella dell’immagine. Ops leggermente più piccola, anzi così piccola ma così sbarazzina da porsi il problema di come un domani possa diventare come quella.
Fuor di metafora il Movimento di Salviamo il Paesaggio di Milano ha posto come suo problema quello dell’organizzazione della sua comunicazione anzi di fare diventare la comunicazione uno degli elementi centrali della sua opera.

Senza dover fare un trattato di comunicazione la prima domanda a cui dare risposta è: quando abbiamo qualcosa da dire quali persone possiamo raggiungere?.
Attualmente esiste gruppo su google e una mailing list dei partecipanti alla riunione costitutiva del comitato stesso il giorno 24/4/2012. Il numero di inscritti al gruppo è meno di un terzo delle persone che avevano dato la mail durante l’atto costitutivo e solo 3 di quelle presenti nel gruppo non sono presenti in questa lista.
Esiste dunque un problema per massimizzare il numero delle persone che possiamo raggiungere o convinciamo i 2/3 mancanti ad aggiungersi al gruppo o chiediamo ai 3 del gruppo di aggiungere la loro mail alla lista.

Nel superare il problema quantitativo non bisogna farsi deviare da false informazioni legate alle differenti  funzionalità di uno strumento verso l’altro perché bene o male tutti tendono ad utilizzare i gruppi tramite le  mail per cui in termini funzionali sono identici a meno della gestione dei contatti.

Nel gruppo esistono i membri e gli amministratori. I secondi hanno più potere dei primi in quanto li amministrano. In una mailing list se i destinatari sono pubblici non esistono amministratori ma se i destinatari sono in copia conoscenza nascosta  siamo in una situazione analoga ai gruppi.

Esiste un’altra sottile differenza nel caso del gruppo, al netto del comportamento dell’amministratore  quando uno invia un messaggio è sicuro che tutti quelli che sono inscritti lo ricevono. In una mailing list se manipolo l’elenco dei destinatari posso scegliere chi può ricevere il messaggio e attenzione l‘errore si moltiplica se a quel messaggio rispondo non controllando la completezza della lista.

Il corollario di questo comportamento è l’iscrizione al gruppo o l’immissione nella gloriosa lista. Entrambe queste operazioni da parte di terzi sono soggetto primo al problema della conoscenza dell’esistenza dello strumento sia esso un gruppo sia essa una lista. Se non so che esistono non posso partecipare. Ma una volta che ne conosco l’esistenza il problema è superare le forche caudine di essere accettato prima dal punto di vista tecnico e secondariamente dal punto di vista umano. E’ buffo vedere tanti che riconoscono la negazione di un loro diritto quando sono tecnicamente incapaci di superare un’ostacolo ma che non riconoscono quello che loro stanno facendo ad altri quando sono stati accettati.

Fin qui abbiamo analizzato come questi strumenti ci consentono da un lato di raggiungere delle persone, e una volta raggiunte sapere quali sono le modalità che le persone che sono entrate in contatto possono continuare a relazionarsi tra loro.  Ma nella domanda completa c’era anche quando abbiamo qualcosa da dire.  Beh con questi strumenti il qualcosa può essere messo nel testo della mail o aggiunto come allegato alla stessa visto in maniera molto comoda e sopratutto nota a tutti. Attenzione se fate così ricordatevi che la cosa da dire è fisicamente nella mail per cui lo potranno vedere solo quelli che sono raggiunti dalla mail.

Uffa quante cose. Non so se ve le ricorderete tutte  ma l’importante è capire che tutto ruota su tre concetti.
a) Come fa uno a conoscere  un canale
b) Chi controlla il canale tenendo conto che il controllo dipende molto dalle caratteristiche dello stesso
c) Come le caratteristiche del canale si relazionano con la disponibilità del contenuto

Ma la domanda del titolo era solo qualitativa o anche quantitativa? Attenzione a dare una risposta banale a questo quesito.

 

 

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