Martedì 9/4/2013  eravamo una trentina di persone al negozio Chiama Milano per la presentazione del progetto di Sinergie per L’orto.

Claudio Furloni Presentazione Progeto Sinergie per L'orto

Mentre cercavo di documentare l’evento  postando le foto, sulla pagina è stato condiviso un articolo dal titolo
L’orto romano è solo autogestito di cui riporto l’occhiello

Nei giorni scorsi, dopo Milano, anche Torino tra le grandi città ha approvato un regolamento comunale per gli orti urbani. Secondo l’Istat sono 44 le amministrazioni locali che hanno previsto gli orti. Roma resta la città dove il fenomeno è cresciuto maggiormente, ma soltanto grazie all’autogestione dei cittadini. Nella capitale esiste solo un orto comunale, non ci sono regolamenti ma pezzi di carta inutili preparati senza il convolgimento dei cittadini. Che nonostante tutto hanno creato spazi di relazione, di agricoltura senza chimica, luoghi di scambio dei saperi e di tutela del paesaggio e del suolo

Silvia Cioli e Luca D’Eusebio, Zappata Romana ci parlano in modo approfondito dell’esperienza romana, legando la loro città alle altre tramite l’analisi delle politiche esercitate dai Comuni nei confronti della volontà dei cittadini di fare orti.  Se a Roma il comune è sostanzialmente assente, come ribadisce il titolo del pezzo, Milano e Torino hanno dato corso a delle iniziative che in qualche modo dovrebbero far pensare anche i politici della Capitale.

Torino ha approvato  il 4 aprile il Regolamento degli orti Urbani dal quale si evince che

Gli appezzamenti di terreno saranno assegnati con un bando circoscrizionale, la superficie non dovrà essere inferiore a 50 mq né superiore a 100 mq. Prevalentemente gli orti assegnati avranno destinazione sociale (ISEE fino a 15mila Euro) mentre il 20% saranno riservati ad appezzamenti con fini educativi, pedagogici o terapeutici e di prossimità. I terreni dovranno essere coltivati biologicamente, con il divieto di concimi chimici e prodotti inquinanti. Il canone annuo va dai 50 Euro (scopo sociale) e 200 Euro (per la gestione collettiva). I primi bandi saranno attivati nel prossimo autunno.

Per quanto riguarda Milano viene citato il progetto ColtivaMi che, se è precisa la descrizione della delibera riportata, dovrebbe avere caratteristiche completamente diverse dalla proposta torinese, visto che l’idea è di dare sostanzialmente  il via anche in Italia ai Community Garden.  Il comune assegnerà le aree ad associazioni che si faranno carico di gestire l’intero appezzamento e quindi non segmenterà lo stesso in origine assegnandolo individualmente. E’ su questa sostanziale differenza che va innestata tutta l’esperienza romana e immaginiamo non solo, per vedere se una progettualità di questo tipo possa essere portata avanti creando quel ponte tra istituzioni e esperienze autogestite che possa fare scuola per tutti.

La nostra riunione andava proprio in questa direzione. Abbiamo stimolato dei cittadini con tutte le informazioni relative alle esperienze degli orti tramite una futura pagina Facebook e nella riunione, illustrando le caratteristiche del bando, abbiamo posto l’accento sulle differenze tra una soluzione tradizionale e quella milanese. Queste sono le  slide che sono state presentate.

Sicuramente da un lato, la spinta del Movimento della Decrescita Felice di Milano che come associazione promotrice aveva contribuito alla scelta dei partecipanti , e dall’altro, il messaggio non tanto subliminale della presentazione, hanno fatto nascere spontaneamente dal dibattito la volontà di tutti di confrontarsi assolutamente con l’idea di una esperienza collettiva.

Le divisioni se le faccio con una vite poi come faccio a dire se il grappolo e mio o tuo
Non pensare a piazzole individuali ma a piazzole di prodotto così sei obbligato a dividere
Perché non facciamo un Gaas gruppo di acquisto autoproduzione solidale

Frasi come queste sono sorte spontaneamente dai presenti facendo passare che l’idea di costruire insieme  delle Bombe di Semi il 18/4/2013 al circolo della Decrescita Felice di Milano e poi fare una scampagnata collettiva per prendere contatto  con l’area di via Boffalora il 21/4 erano le uniche attività che aveva senso fare come passi successivi.

A proposito anche il 9/4 abbiamo raccolto i post-it con cui ognuno può dire la sua idea di Orto. Alla fine vedremo se qualcuno sarà in grado di farne una sintesi.

Post-it Sinergie dell'orto

Insomma un percorso è iniziato e speriamo che Milano sia capace di dare un contributo fattivo a questo movimento nello sviluppare correttamente l’opportunità data dal Comune. Per fare questo bisognerà utilizzare l’esperienza di tutti, indipendentemente da quale città vivono, contaminando quante più esperienze sarà possibile.

Annunci