Partecipanti all'Incontro in Boffalora
Quello che vedete è un momento dell’incontro che una trentina di persone hanno avuto sul tetto di una casa il 12/5/2013, dalla cui ringhiera si poteva assaporare tutta la bellezza dei terreni sottostanti.
Vista dell'Orto di Boffalora

Si questa è l’area di via Boffalora che il comune di Milano vuole assegnare a dei cittadini, raggruppati in associazione, per fare degli orti. Abbiamo già parlato di tutti i passi che ci hanno portato sin qui e come questa riunione era importante perché indicava a tutti noi quanto era l’interesse di chi ci abitava a prendersi cura di una terra che gli appartiene di fatto visto che la vivono quotidianamente.

La riunione è stata perfetta. I bambini sono stati lasciati sul tetto a giocare e gli adulti hanno ascoltato attentamente la presentazione del bando. Tutti erano entusiasti di buttarsi nella nuova avventura. Sono risuonate solo due domande. E’ vero che non  ci abbandonerete nel fare il progetto, visto che non abbiamo mai fatto orti prima? L’area è inquinata? Come potete intuire, mentre alla prima domanda non abbiamo fatto fatica a togliere qualsiasi dubbio sulla nostra partecipazione, per la seconda non  avevamo, nonostante tutto l’impegno che ci abbiamo messo, una risposta rassicurante. Abbiamo riportato le rassicurazioni dateci nella riunione che abbiamo avuto con il presidente, il 15 marzo, in consiglio di zona 5 e molte altre informazioni teoriche a proposito dell’inquinamento dei terreni agricoli ma queste  non hanno fugato i dubbi di chi ha vissuto sulla propria pelle gli anni in cui l’adiacente conceria era aperta e del recente scandalo  degli orti di via chiesa rossa. Quando è stata citata l’esperienza personale di un orto avviato lì vicino e interrotta quando la pala ha incocciato in un bidone producendo un rumore sinistro ho capito che, se mai questa esperienza partirà, non potrà che essere dopo avere rassicurato in modo strutturale gli abitanti del buono stato dell’area.

Sciolta la riunione, approfittando della bellezza della serata abbiamo continuato a parlare sul terrazzo ed è saltata fuori una storia di fusti trovati in quel terreno, e come chiaramente succede in questi casi si ricorda l’incipit della storia e non si danno certezze sulla sua conclusione. Abbiamo fatto delle ricerche e abbiamo recuperato notizie sull’incipit della storia,   su successive polemiche ma non abbiamo ancora notizie sulle modalità di bonifica che non abbiamo dubbi sia avvenuta.

Tornando a casa mi arrovellavo su quanto è successo domandandomi quale era il punto della questione. Perché dei cittadini hanno dovuto discutere, contrapponendosi, su un loro diritto sacrosanto come quello di non dare da mangiare ai loro figli “cibo inquinato” ?

La risposta mi è sorta spontanea. Per gli abitanti di via Boffalora l’orto è quel bellissimo pezzo di terra lì sotto ed è lì che vedono i loro figli tirare le bombe di semi di Fukuoka, è lì che vogliono vedere crescere i rapanelli e con lì intendiamo il terreno. A nessuno è venuto in mente, davanti ad un terreno verde che si debba coltivare in cassoni e a nessuno è venuto in mente che l’affittuario  dell’area possa procedere senza farsi garante della sua integrità dal punto di vista ambientale. Noi purtroppo conoscevamo il punto del consiglio di zona, anch’esso costretto dal bando del Comune e quindi come ultimo anello della catena eravamo diventati implicitamente la controparte.Dichiarazione Presidente Zona 5

Proprio ieri è uscito lo stesso bando che aspettiamo per Zona 5 in Zona 9. La questione della qualità del suolo non è affrontata direttamente nel corpo del bando ma sarà un caso  che le Prescrizioni Specifiche impongono la coltivazione in cassoni sopraelevati o su strati riportati di terreno agrario di coltivazione?

Prescizioni Specifiche Per L'ambito

Domenica in molte parti della città c’erano persone contente, come documenta anche Repubblica, di avere la possibilità di avere un contatto diverso con la natura. La festa dell’Isola del Pepe Verde ne è una testimonianza significativa. Isola Pepe Verde
Come testimonia l’immagine vediamo ragazzi contenti che hanno a che fare con piante in cassoni in un area a forte urbanizzazione. Sono contenti perché le loro aspettative sono state rispettate, infatti esiste una congruità tra le caratteristiche del bando sui Giardini Condivisi e quelle delle aree interessate proprio quello che sta venendo a mancare in via Boffalora. Se devo coltivare in cassoni perché gli abitanti di via Boffalora non chiedono al Comune  di farsi assegnare in forma gratuita quell’area secondo le modalità del bando dei Giardini Condivisi? E viceversa perché il Comune avendo emanato un bando come quello sui Giardini Condivisi, con intenti sociali quasi interamente sovrapponìbili, ha emesso un bando come Coltivami dove l’utilizzo del terreno potrebbe essere simile ma l’onerosità del contratto completamente diversa?

D’altro canto se cercate orti a Milano con google la prima voce che trovate è questa e provate ad ingrandire le immagini.  Assomigliano a Boffalora o all’Isola?

Abbiamo voluto percorrere tutta la strada passo a passo. Ci siamo documentati, quello che non capivamo e guarda caso era proprio la qualità del suolo siamo andati a chiederlo direttamente in Zona agli amministratori. Sentita la loro risposta: non possiamo farci carico del problema, il Comune dice che questa è una caratteristica del bando e in quanto tale sta al contraente decidere se accettarla o meno, siamo andati avanti alimentando una comunità che di giorno in giorno è diventata più cospicua, abbiamo fatto eventi e ad occhio e croce possiamo affermare che ci sono almeno 50 persone interessate. Il nostro compito l’abbiamo fatto ma quelle 50 persone che desiderano l’orto, non si riconoscono nel bando per cui qualcosa va fatto se tutti gli interessati vogliono effettivamente le stesse cose.

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