Quest’estate era uscito un articolo su Repubblica dal titolo I Giganti del Web si mettono a tavola.  L’autunno sta per finire e abbiamo le prime risposte tutte italiane e sono molto interessanti da analizzare. Riporto qua tre posizioni assolutamente da analizzare. Valore dell'e-commerce Mercati Internazionali a Conronto «In questi giorni è partito un progetto per vendere i prodotti freschi online. Saremo noi i primi: non mi faccio battere da Google o da Amazon, che non sanno neanche cosa sia il cibo». L’annuncio di Oscar Farinetti arriva a sorpresa, in un incontro della società di consulenza Kiki Lab organizzato mercoledì 12 novembre nell’Eataly di piazza XXV aprile a Milano. «Creeremo un grande orto in Italia – aggiunge davanti a una platea di manager della distribuzione -. Sarà pieno di telecamere, mostreremo come vengono coltivati i prodotti, perché un prodotto senza narrazione non vale niente».Attualmente le vendite online di Eataly valgono circa 4 milioni di euro, su 400 milioni di fatturato del gruppo. «Noi cresciamo a tre cifre in Italia e a quattro cifre negli Usa – spiega -. Le vendite online valgono l’uno per cento del totale, può sembrare poco ma è dieci volte la media del mercato, perché oggi solo lo 0,1% del cibo viene venduto online». Il problema principale, con l’e-commerce, aggiunge, «è il margine. “On land” è possibile crearlo e mantenerlo. Online invece è molto difficile spostare i clienti dal fattore prezzo ad altro». L’obiettivo, sottolinea Farinetti, è «vendere al prezzo che i prodotti meritano». Per riuscirci la chiave «è fare storytelling anche online», perché «un prodotto non narrato non vale niente». «Dobbiamo abituarci a una nuova dimensione del prezzo, che sui siti di e-commerce cambia di continuo. Ma il prezzo deve essere Giusto. Se prevale la filosofia del “prezzo basso e me ne frego”, il contadino muore». L’e-commerce sembra essere il grande rovello del fondatore di Eataly in questi giorni. «Io ogni volta che vedo l’evoluzione dell’online sono preso dal panico – ha detto all’inizio dell’incontro con gli imprenditori -. Penso che sia la stessa paura che aveva l’homo sapiens quando fu scoperto il fuoco. O quella che in seguito l’uomo ha provato con la ruota e con l’automobile. Ma il segreto è proprio avere panico. Un imprenditore si abitua a conviverci e poi, quando le cose riescono, ha un orgasmo da panico. Il panico mi dà godimento». [Segue…]

Cortilia, servizio online per l’acquisto di prodotti agroalimentari (più di 50 mila utenti in Lombardia con migliaia di consegne settimanali), ha chiuso un round da 1,5 milioni di euro da parte di P101, società di venture capital specializzata in investimenti early stage nel settore digitale. Questa nuova iniezione di capitali porta a quota 2,5 milioni di euro il finanziamento totale ricevuto dalla società dalla sua fondazione nel 2011 e rappresenta il primo passo di un più ampio piano di investimento da 5 milioni di euro nel medio periodo. P101 si unisce a un pool di investitori che hanno già puntato sull’azienda. Cortilia utilizzerà queste risorse per ampliare la presenza sul territorio nazionale, fare nuove assunzioni ed espandere il ventaglio di prodotti e la modalità di fruizione del servizio offerto. Con una posizione di mercato rilevante in Lombardia, Cortilia ha all’attivo un transato annuale 2014 superiore ai 2 milioni di euro. «Nei prossimi mesi coinvolgeremo almeno 50 nuovi agricoltori che in Cortilia troveranno un partner capace di valorizzare le loro eccellenze produttive», ha detto Marco Porcaro, ceo e founder di Cortilia. «I nostri risultati dimostrano che, come Expo 2015 confermerà nei prossimi mesi, è possibile innovare creando nuovi modelli di distribuzione del cibo». [Segue…] C’è una data esatta, cioè il 13 Aprile del 2008, giorno in cui venne trasmessa una puntata di Report dal titolo “Buon Appetito!”, che raccontava senza sconti le logiche distorte che portano sulla tavola il cibo che consumiamo tutti i giorni. Quel giorno, l’idea di Kalulu nasce sui titoli di coda: aggregare la domanda, accorciare la filiera fino ad eliminare tutti gli intermediari. Si può fare, dobbiamo provarci. Io e i miei soci credevamo e crediamo fermamente che l’unica garanzia di un cibo davvero sano, sostenibile ed equo (per tutti) venga dal rapporto diretto tra chi produce e chi consuma, senza frigoriferi, magazzini, imballaggi, camion, mercanti. C’è voluto tanto, dal 2008 al 2014. Abbiamo fatto tutto con le nostre forze, senza aiuti, sovvenzioni, finanziamenti, padrini. Ma adesso siamo qui per rimanere, e i nostri utenti e i nostri produttori ci hanno già fatto capire con forza che la pensano proprio come noi. Kalulu è una piattaforma aperta e l’iscrizione come produttore è libera e gratuita. Il nostro staff verifica puntualmente la correttezza di tutte le informazioni riportate dal produttore prima di approvare la pagina. Sono i nostri utenti a scegliere da chi comprare, come è giusto che sia. Di più. Noi, come molti altri, siamo stanchi di come i nostri dati personali vengano sfruttati per i fini più oscuri e crediamo che sia davvero ora di pretendere da tutti i servizi che usiamo un trattamento che rispetti la dignità delle persone. [Segue..] A luglio ha ricevuto un finanziamento da un milione di euro dal fondo Principia e ha avviato le proprie attività in Piemonte e più precisamente nelle città di Torino, Asti e Cuneo. Oggi la piattaforma di e-commerce Tacatì fa un nuovo passo in avanti aprendo in Lombardia. Il suo primo partner è Effecorta, negozio milanese di prodotti alla spina che consegnerà la spesa ai cittadini del capoluogo lombardo (per il momento il servizio è disponibile solo su Milano città) avvalendosi del servizio di cargobike Trikego.  Il Web come collante fra i piccoli produttori locali, i bottegai e i consumatori avvezzi agli acquisti online. Questa in estrema sintesi è la filosofia che sta alla base di Tacatì, il cui vantaggio (per gli operatori) è sostanzialmente quello di poter vendere in Rete con un investimento di tempo e risorse alquanto ridotto, di poter contare su un network di punti consegna e di un supporto continuativo alla logistica e al completamento della gamma dei prodotti (per questo entrano in gioco i feedback e le richieste dei clienti).  Per aderire alla piattaforma, in veste di potenziali bottegai 2.0 e a km zero, serve proporsi attraverso il form presente sul sito ed essere in possesso dei requisiti utili all’affiliazione. Lo staff di Tacatì valuta le caratteristiche del negozio e in caso positivo scattano immediatamente le attività di formazione all’uso della piattaforma, caricamento dei prodotti nel sito e supporto al lancio. Per i consumatori, invece, fare la spesa è questione di pochi clic: si sceglie dove e quando ricevere i prodotti acquistati dalle botteghe della propria città (selezionando produttori e prezzi) e si riempie il carrello di generi alimentari (farine, legumi, cereali, tisane, olio, vini, dolci) e prodotti alla spina (anche detersivi bio) tutti rigorosamente provenienti da filiera corta e almeno all’80% locale. La consegna avverrà direttamente a casa o in ufficio (oppure nel punto di consegna convenzionato più vicino) e a un orario stabilito. [Segue…] Un recente rapporto di CB Insights conferma il trend globale. Le stime dimostrano come il grocery ecommerce e il food delivery abbiano ottenuto fondi per oltre 480 milioni di dollari. Infatti, negli ultimi cinque anni il settore ha sperimentato una crescita media del 51% e negli scorsi 12 mesi sono stati chiusi 109 deal (di cui solo 1/5 in Silicon Valley). [Segue…]

Ancora, incontriamo Qui Cibo startup dell’agroalimentare che, sulla falsariga di Cortilia ma con qualche variazione nella filiera distributiva, propone la vendita online di prodotti alimentari (inclusi i freschi) direttamente dai produttori. Nati nel 2013 grazie a finanziatori privati, si dichiarano soddisfatti e parlano di grandi numeri in soli sei mesi di attività, nonché di una trasformazione in essere da semplice e-commerce a piattaforma di servizi per il settore agroalimentare a 360 gradi. [Segue…] Last but not least la piattaforma per i Gas della Cooperativa Corto Circuito Che fine ha fatto Jenuino?
Proprio lo sviluppo dell’e-commerce alimentare è il grande interrogativo che si sta ponendo in modo costante chi gestisce le catene di supermercati e ipermercati. Qui anche i Paesi avanzati non danno segnali chiari. Negli Usa oggi il grocery venduto online non supera l’1% del totale – una cifra equivalente al dato italiano – e le previsioni da qui al 2020 parlano di una quota che potrà oscillare tra il 5 e il 10 per cento.

Se la penetrazione dell’e-commerce nel grocery arrivasse al 10%, l’Ebitdar crollerebbe del 15-20%

Se arrivasse a quelle cifre, gli effetti sulla grande distribuzione organizzata sarebbero dirompenti. Da una simulazione di Bcg è emerso che a un tasso di penetrazione del 5% corrisponderebbe una discesa delle vendite per i supermercati e ipermercati del 5%, con un calo dell’Ebitdar compreso tra l’8 e il 10 per cento. Se la penetrazione si assestasse al 10%, tuttavia, l’Ebitdar crollerebbe di una quota compresa tra i 15 e i 20 punti percentuali. Gli effetti sul numero di punti vendita necessari, e quindi sull’occupazione, di questa contrazione sarebbero conseguenti [Segue…] Da guardare anche come modello Sud Bazar iFoodies include 1.600 aziende agricole dal nord al sud del nostro Paese. Un elenco di artigiani del buon cibo che, oltre a produrlo, lo vendono direttamente, in linea con il concetto del “chilometro 0” selezionato da Slow Food. Si tratta di aziende agricole che lavorano nel rispetto della qualità e nella maggior parte dei casi che seguono una filiera ecosostenibile, con i rispettivi prodotti agricoli, dedicando una percentuale maggiore di attenzione alle realtà che producono: aceto, carne e salumi, cereali e legumi, cioccolato, conserve, dolci, formaggi e latticini, miele, olio extravergine di oliva, pane, pasta, vini e liquori. Questo progetto nasce per offrire a tutte le realtà enogastronomiche diffuse sul nostro territorio, le stesse opportunità che hanno avuto, in passato, le aziende agricole vitivinicole, che saranno anch’esse presenti su iFoodies App. Non vengono segnalate solo realtà biologiche e biodinamiche, ma anche artigiani che seguono la filosofia del buono, pulito e giusto e hanno un approccio alla sostenibilità intelligente. [Segue…]

Qualche altro stimolo da Milo Soardi

Meaty Blog e Facebook

Abbiamo incontrato l’Alveare che dice si tramite l’economia solidale quando era ancora solo francese. Adesso è presente anche in Italia con una struttura sociale ibrida italo-francese amministrata da Eugenio Sapora

Da non perdere di vista Bioetico.net soprattutto per l’attività di Andrea Bucci. Hanno lavorato intorno a Milano, proponendo comunicazione agli agricoltori della zona, e si sono fermati perché gli agricoltori non ritenevano utile il loro lavoro.

Eathical.it introduce i temi ambientali partendo proprio dall’emissione di CO2 che produce il loro sito.

Operativa da quasi un anno, Loonity è la nuova piattaforma online che mette in rete le dinamiche del “mercato di piazza”. Il team è formato da un gruppo di persone innamorate del consumo locale e consapevole, delle relazioni personali vere, che ha fatto della propria passione un lavoro. Per saperne di più di questo progetto, abbiamo intervistato l’ideatore di Loonity Claudio Ghiringhelli. Loonity

Poi ogni tanto qualcuno fa un censimento interessante che potete leggere qui

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