Una politica alta può nascere solo dalla capacità di mettere in comune i bisogni e di farli camminare in una marcia che cambi gli assetti attuali

II ruolo dello scrittore «non è separato dai compiti difficili. Per definizione, non può mettersi oggi al servizio di chi fa la storia: è al servizio di chi la subisce. (…) Ogni generazione, senza dubbio, crede di essere destinata a rifare il mondo. La mia, invece, sa che non Io farà più. Ma il suo compito può essere più grande. È per evitare che il mondo si disfi», sosteneva Albert Camus.

La fisionomia della società odierna, sempre più disarticolata fisicamente e sentimentalmente, esprime caratteristiche eterogenee dal punto di vista infrastrutturale che rendono la sovrastruttura complessa. Il riduzionismo intellettuale e politico, che consiste nel distrarre le masse rendendole elettoralmente mercificate, tende a silenziare ogni iniziativa e tentativo finalizzati ad analizzare i processi di questa complessa sovrastruttura.

Tuttavia, nelle viscere di questa complessa sovrastruttura, in un rapporto dialettico, si cela una struttura costituita da masse di persone in carne e ossa lasciate in balia ad avidi speculatori politici ed economici, privi di ogni capacità empatica costruttiva, che usano le persone al servizio del potere invece di usare il potere al servizio delle persone. Queste masse di persone, marginalizzate e rese invisibili dall’egemonia di un potere politico ed economico, vengono usate per soddisfare interessi particolari.

L’indifferenza della politica dinanzi alla miseria di queste masse di persone invisibili è un modo per massimizzare il disagio sociale che viene irresponsabilmente esasperato per miopi interessi egoistici. Certi intellettuali ed alcuni politici tendono a soffocare le voci di queste masse di persone portatrici di contraddizioni reali quali: la povertà persistente, le disuguaglianze croniche e strutturali, l’emigrazione giovanile, l’immiserimento delle famiglie, la precarietà lavorativa, la perdita di senso della vita da parte dei nostri giovani, l’impossibilità di coniugare lavoro e famiglia, lo sfruttamento del lavoro fisico e cognitivo, il disagio abitativo, il calvario quotidiano dei pendolari e tanto altro.

Purtroppo, sono le grida di queste masse di persone ad essere silenziate e non i loro silenzi a essere gridati. Sono le loro condizioni ad essere estreme e non le loro idee ad essere estremiste. Sono le loro posture ad essere radicate e non i loro postulati ad essere radicali.

L’emancipazione di queste masse di persone rese invisibili non si realizzerà attraverso piccole concessioni di una politica prigioniera di se stessa e ridotta a una perenne macchina elettorale, ma avverrà per il tramite del loro protagonismo capace di fare convergere i bisogni silenziati all’interno di una struttura organizzativa generata da processi collettivi consapevoli. Questa organizzazione dovrà avere la capacità di mettere la persona al centro, in un rapporto dialettico tra struttura e sovrastruttura, creando una comunità capace di trasformare con umiltà ed entusiasmo, in una dimensione collettiva. le disperazioni in speranze e le rassegnazioni in motivazioni. Tale organizzazione dovrà inoltre essere in grado di scendere negli abissi delle sofferenze delle persone, immergendosi nel contempo nel fango delle loro miserie. Questo soggetto organizzato incuneandosi nella profondità del tessuto sociale, attraversando trasversalmente il centro e le periferie dovrà infine creare, attorno ad una chiara visione di comunità, una dialettica tra teoria e prassi, tra pensiero ed azione, tra percezione e realtà, e tra spirito e fisico.

Quando questo soggetto organizzato riuscirà a fare convergere realtà diverse attorno a bisogni comuni e a fare camminare questi bisogni silenziati sulle gambe dei bisognosi invisibili, in una marcia capace di rivoluzionare l’attuale assetto politico liquefatto, nascerà il primo germoglio di una politica alta ed altra. Quando questa pentola delle disuguaglianze che continua a bollire silenziosamente nelle viscere del Paese sprigionerà la propria energia, muterà l’architettura della sovrastruttura e scongiurerà il disfacimento del nostro mondo odierno, come preconizzava Camus.

Soumahoro Aboubakar

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