La pandemia di coronavirus ha messo il ginocchio, tra le altre cose, il ‘modello di business’ della globalizzazione.Notizie come i problemi alle supply chain di molte aziende in tutto  il mondo, per la ‘chiusura’ della Cina come paese fornitore di materie prime, semilavorati e prodotti finiti di ogni genere, oppure la questione molto rilevante dei farmaci, di cui Cina e India sono di fatto monopolisti mondiali, e che minacciano di non esportare più per un tempo imprecisato, l’una per oggettivi problemi di produzione, l’altra per una sorta di ‘prima gli indiani’; obbligano tutti a un profondo ripensamento del sistema economico mondiale.In sostanza, il modello della ‘monocoltura’, o del far produrre i beni in luoghi in cui la mano d’opera e le materie prime costano molto poco, anche perché nei prezzi dei prodotti non vengono calcolati i costi sociali e ambientali necessari per produrre a prezzi molto bassi, si sta dimostrando economicamente debole (che lo fosse da un punto di vista di sostenibilità ambientale e sociale era già chiaro da tempo, e Business Insider è stato tra i primi a parlarne nei suoi articoli dedicati al Better Capitalism).Ecco perché ci pare il momento giusto per offrire ai lettori una serie di contributi su questo tema. Chiederemo il parere di esperti di diverse discipline, non solo economisti o politici, ma anche filosofi, ambientalisti, sociologi, protagonisti dell’industria e del sindacato, di tutti coloro, insomma che possano offrire una riflessione sulla crisi del modello di business mondiale.Per proporre alternative e per cercare di trarre anche lezioni positive da questa emergenza che, ne siamo convinti, una volta domata non potrà non far partire una profondo ripensamento delle strutture su cui si basa la nostra società. A tutti i livelli.

Ormai la tecnica la conoscete salvo qua gli articoli che mi interessano a futura memoria senza pretesa di utilizzarli per fare audience per un blog che non è nato per fare reddito. Fonte. Interessante questo Better Capitalism a cui fa riferimento.

Interessante queste considerazioni sul Perché crisi climatica, consumo del suolo, inquinamento e coronavirus sono legati a doppio filo