L’immagine di copertina è presa da Hack For Italy

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I cartoni della spesa sul pianerottolo, appoggiati a distanza di almeno un metro dal fattorino con guanti e mascherina. Un gesto a cui assistiamo così di frequente in questi giorni di lock down da sembrare la normalità. Dietro a quella consegna però c’è lo sforzo di un magazzino che si è dovuto riorganizzare per garantire il servizio a domicilio a migliaia di persone. C’è l’impegno di decine di addetti, al lavoro nonostante Covid-19.  È il caso di Cortilia, il mercato agricolo che dal 2012 si occupa di garantire un servizio di spesa online e che oggi serve oltre 500 comuni tra Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna. Prodotti freschi che arrivano davanti alla porta di casa nostra dagli agricoltori, dagli allevatori e dalle cascine di mezza Italia.

Un servizio diventato fondamentale al tempo del coronavirus, come ci racconta Stefano Verna, 38 anni, responsabile del magazzino in provincia di Pavia. «Le richieste sul sito sono più che raddoppiate in questi giorni. Ci siamo trovati in emergenza tanto che abbiamo dovuto investire per potenziare la piattaforma e imporre dei limiti di spesa per garantire più consegne possibili». Riuscire a prenotare una spesa nei primi giorni di emergenza era quasi impossibile, troppi utenti collegati. «Adesso ci siamo organizzati, cambiando anche le fasce orarie in modo da essere estremamente flessibili», aggiunge. La sfida, in termini di logistica, è stata mettere in sicurezza il magazzino, il cuore della piattaforma. «Oltre ai tre dipendenti di Cortilia in magazzino si muovono tra le 40 e 50 persone, tra driver e fattorini che collaborano con noi. Abbiamo dovuto introdurre procedure nuove per garantire il rispetto delle distanze». E poi è stato necessario organizzare una sanificazione degli ambienti giornaliera. «È stato complesso imporre la riduzione del contatto anche per i produttori che, ad esempio, non entrano più in magazzino come accadeva in precedenza. Dopo le prime settimane però abbiamo preso le misure e adesso lavoriamo in modo più che efficiente».

Per rispondere al boom di richieste di spesa online Cortilia ha anche deciso di assumere 25 persone. «Si tratta di lavoratori che altrimenti sarebbero rimasti fermi, li abbiamo formati in corsa ma devo dire che si sono da subito impegnati al massimo», aggiunge Verna. La paura del contagio però c’è, inutile negarlo. «Ci siamo attivati per avere guanti e mascherine, alcuni produttori ce le hanno addirittura regalate.  E poi abbiamo fatto sì che ogni addetto avesse da subito a disposizione una strumentazione sanificata. Dalla cuffia al terminale operativo». L’attenzione resta alta tanto che, al tempo del coronavirus, anche i piccoli piaceri quotidiani sono sacrificati. «Siamo i primi a voler ridurre i rischi. Anche le chiacchiere in pausa sigaretta o caffè sono state ridotte. Si stacca uno alla volta, sempre rispettando le distanze, dietro alla mascherina». [Fonte]

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Non solo ristoranti ma nei giorni di lockdown anche i supermercati sbarcano su Deliveroo. La piattaforma leader dell’online food delivery estende in questo periodo il proprio servizio anche alle consegne da supermercati e negozi alimentari, dando la possibilità di ordinare attraverso la app.

Al momento i supermarket in piattaforma sono concentrati principalmente a Milano e in Lombardia, ma il servizio è pronto ad estendersi progressivamente al resto della Paese per consentire agli italiani di ordinare e ricevere a casa, in circa 30 minuti prodotti confezionati e freschi. Deliveroo, come spiega il general manager Deliveroo Italia, Matteo Sarzana, si conferma un servizio essenziale per i consumatori ma anche per i ristoranti che, con il food delivery possono continuare a lavorare con nuove modalità.

Anche Deliveroo

Da Milano a Roma, infatti, il lockdown cambia le abitudini degli italiani che innanzitutto, anticipano l’orario di pranzo e cena. E se prima gli ordini del weekend rappresentavano un terzo del volume settimanale, oggi il 40% si concentra proprio tra sabato e domenica; tutti, rigorosamente, in modalità `senza contatto´ per assicurare la necessaria distanza di sicurezza, dal ritiro del cibo al ristorante fino alla consegna al cliente e tutelare la salute di ristoratori, rider e consumatori. Ad ordinare maggiormente nel weekend, in particolare il sabato, fa sapere Deliveroo è l’Emilia-Romagna che, rispetto ai giorni pre-lockdown, mette a segno aumenti fino al 165% a Modena. Crescita a tre cifre anche per Arezzo (+147) e sempre in Toscana bene anche Pistoia con +67%. Weekend con ristoranti a casa anche in Piemonte ad Alessandria con +42% e in Veneto a Jesolo (+139%). Fonte

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