In questi giorni sto facendo lunghe chiacchierate con vecchie e nuove conoscenze presentando quanto fatto in questi anni ed è interessante collegare alcuni spunti nati in questi incontri. A me ogni tanto è successo che, quando stavo connettendo i punti sulla settimana enigmistica, si presentasse il disegno finale prima che questo fosse finito. Analogamente stamane, forse per emersione subliminale, mi è venuto in mente che alcuni frammenti delle chiacchierate avessero una connessione più profonda di quanto le singole frasi cercavano di esprimere.

Ecco i puntini.

Ho passato una mattinata ad ascoltarti cercando di capirlo o per meglio dire, per individuare le  radici e la missione: vuoi dare all’esperienza di Makno l’apertura e i poteri di Linux?

Forse quella frase mi ha spinto, qualche giorno dopo a scrivere un lungo articolo dove nella sostanza dicevo che per risolvere l’annoso problema di non fare riunioni fiume come quella citata l’unica strada era di trovare una soluzione una volta per tutte al come fare a comunicare quanto stavamo facendo. Forse gasato dall’accostamento ai due protagonisti sopra citati ho dato al tutto un titolo pieno di aspettative. Come rappresentare un sistema collaborativo rimanda, spero non tacciato di blasfemia, in qualche modo alle attività di ciascuno dei due signori in oggetto.

Ma nel frattempo il carteggio già citato proseguiva ed ecco cosa arriva:

Immagino che qualcuno abbia indagato per capire quali siano i problemi con cui si scontra, nella pratica, un piccolo produttore nella gestione degli ordini e delle vendite, ma quali sono stati i punti critici rilevati e quali sono le risposte nell’app di Ciboprossimo?  

Ormai preso dalla parte (intuite voi quale) rispondo d’istinto dicendo, con una buona dose di supponenza, che il software funziona perfettamente e che quindi il tema non si pone minimamente. In una telefonata successiva mi si fa notare che avevo capito male il testo, le famose lucciole per lanterne, e quindi chiedo all’interlocutore di rispondere nella maniera corretta.

La soluzione B2B risolve i problemi pratici derivanti dalla totale destrutturazione di questo segmento del mercato con un efficientamento della filiera di approvvigionamento. Li riassumo:

  • chi vende 
  1. per inviare listini e offerte utilizza più canali (mail, whatsapp, gruppi facebook) nessuno dei quali è orientato alla necessità specifica
  2. raccoglie gli ordini dagli stessi canali, oltre a messaggi e chiamate vocali, per poi riassumere i dati su fogli (excel o anche di carta) e organizzare le spedizioni
  3. in rari casi dispone di un proprio portale a cui fa accedere i compratori B2B
  • chi acquista
  1. riceve le offerte nei modi più disparati e non ha un luogo dove analizzarle, a meno che non se lo costruisca
  2. invia gli ordini come sopra descritto e se ha più di un fornitore che richiede di inserirli in portali proprietari si deve ricordare le varie procedure e credenziali per accedere
  3. può avere una vista strutturata sugli ordini emessi solo se ha un gestionale e li inserisce anche lì

Se avete la pazienza di leggere l’articolo che ho citato e cercate, proprio come con i puntini, di far emergere l’immagine sottintesa vi sarei molto grato.

Fonte immagine di copertina Linus Torvalds si prende una pausa dal Kernel per lavorare su se stesso!