Le immagini, incluse quelle di copertina provengono da quest’articolo che parla di Notre Dame des Landes dove è nata una comunità (credo che esista ancora, mi riprometto di indagare più a fondo e anche andarci lo giuro), ci possa piacere o meno, a partire si da una protesta ma che ha continuato ad esistere su un sistema valoriale diverso.

I manufatti e la comunicazione (almeno quella che ho incontrato in rete) connotano in maniera inequivocabile che cosa loro vogliono esprimere.

Con le dovute proporzioni dobbiamo ricreare un sistema analogo ma con l’idea che possiamo uscire dal villaggio di Asterix di cui abbiamo parlato molti anni fa e che questa immagine in qualche modo evoca.

Il tema del come cominciare, dell’espansione e della sopravvivenza di un’idea è da tempo che sostengo che siano tutti connessi alla modalità di rappresentazione o meglio ancora che siano legati agli strumenti di cui si dota per esprimersi. E’ questo legame con gli strumenti che mi ha sempre incuriosito e mi ha portato a formulare l’idea che la presenza di strumenti diversi possa dare nuove opportunità, ad idee molto belle che, con le modalità con cui si stanno esprimendo, non sembrano avere quel successo che le sarebbe dovuto.

Credo che esista un legame profondo tra il mondo che sottostà ad un’idea e le strutture che questa usa per implementare quanto propone. Da questo ne consegue che se si usano le strutture di un’altro sistema ideale, probabilmente il risultato che si ottiene non è ottimale. Un’idea del mondo, un sentiment è un processo che richiede molto tempo perché possa emergere e io non mi posso e voglio occupare assolutamente di questo ma solo verificare se, dato qualcosa che esiste, qualcosa in cui le persone già si riconoscono, qualcosa per il quale le persone stanno già agendo per compierlo, questo possa essere implementato con modalità diverse da quelle che vengono attualmente impiegate.

Ho fatto questa premessa per poter focalizzare la vostra attenzione su uno dei due aspetti che ho citato. Tralasciando le strutture di cui deve essere dotato un sistema, di cui mi sono occupato in Attrezzi per cambiare punto di vista, vorrei occuparmi oggi di cosa serve per fa nascere, espandere e far sopravvivere un sistema.

Quest’immagine rappresenta quasi tutti gli ingredienti a cui abbiamo accennato. L’unico assente è la continuità che è stata dato dall’insediamento che si è formato successivamente ai moti iniziali.

Penso che sia chiaro a tutti che il quotidiano in ciboprossimo è rappresentato dall’uso di locali.ciboprossimo.net. Tutto lo sforzo che abbiamo fatto negli ultimi mesi è di dotarci di strumenti che ci permettessero di accompagnare all’uso di quello strumento. L’introduzione di Telegram aveva quello scopo e il successivo passaggio a Discord ne è stata l’evoluzione dovuta. Questo lato della luna dovrebbe fare le veci delle funzioni evocate dall’immagine ma non bisogna confondere lo strumento con le funzioni che deve implementare. Non è detto che da sole le caratteristiche di uno strumento siano in grado di far ottenere i risultati di cui abbiamo bisogno. Discord permettendoci di dar corpo al contatto umano tra i protagonisti ci aiuterà ma anche se lo usiamo in termini corretti non sarà in grado di stimolare l’entrata e la partecipazione alla costruzione della comunità. Per far questo abbiamo bisogno di alcuni altri passaggi.

Dare un’idea definita di quello che vogliamo ottenere. L’abbiamo evocato ma non stampato sulla pietra. Noi vogliamo un locale (fisico o virtuale) per ogni paese visto che solo questo può fungere da finestra sulla complessità utilizzando la catalizzazione della domanda come organizzatore di un’offerta che diventi sempre più territoriale. Se l’offerta del paese non è in grado di soddisfare la domanda si utilizzeranno le risorse più prossime.

Astengo

Tenendo conto che non inventiamo niente vuol dire che i locali devono già esistere. Non ci occupiamo adesso di chi non fosse in questa condizione anche perché inizialmente non possiamo sapere quelli che effettivamente esistono per cui dobbiamo far emergere quelli che ci sono e ci stanno. Lo stesso discorso è per l’offerta. I produttori saranno quelli che si palesano.

Abbiamo già visto che una volta creata la condizione gli attori si richiamano l’un l’altro per cui bisogna fare in modo che vengano creati tanti eventi dove gli attori di un territorio si palesino e come in un gioco si connettano alle unità commerciali esistenti.

Strumenti che evidenzino i vuoti permetteranno di ricordare chi ci siamo dimenticati.

Dobbiamo organizzare sedute di coscienza collettiva sulla scorta dei banchetti con cui si chiudeva ogni buona storia nel villaggio Asterix (purtroppo in virtuale) che facciano emergere un territorio e permettano dunque poi di far riconnettere i protagonisti ai locali con cui operano.

Banchetto Asterix Obelix