La presentazione di Ciboprossimo è la sintesi di un percorso durato molti anni che abbiamo cercato di sintetizzare in pochissime slides. L’obbiettivo di questo post è di fornire per ciascuna di queste del materiale che permettesse di approfondire quanto evocato dalle immagini con cui è fatta la presentazione.

Origine

Potremmo dire che tutto iniziò partecipando a questo incontro o almeno la memoria lo mette come una delle pietre miliari.

Non è proprio vero, nel senso che Ciboprossimo partì tecnicamente nel 2011 ma l’interesse verso l’agricoltura e la coscienza che la qualità della nostra vita passa attraverso l’aver prodotti diversi da quelli che attualmente mangiamo e che tutto questo contribuisca alla lotta al cambiamento climatico si consolida attraverso una serie di incontri tra i quali metto come i più significativi quelli con Giuseppe Oglio di Cascina Casalina.

L’#agricolturanaturale è nel vasetto più a destra. A sinistra c’è quella convenzionale e al centro la biologica si avete capito bene la biologica Cia Milano Lodi Monza Consorzio DAM Distretto Agricolo Milanese desreggioemilia

Essendo la foto riportata in copertina un po’ troppo d’epoca dopo un po’ di ricerche ho trovato questo che potrebbe aggiornarla egregiamente.

Trovate una buona immagine analoga qui

Soluzioni e Implementazioni

A quei tempi partecipammo a molti incontri per la definizione dei temi che poi sono diventati la base che abbiamo utilizzato per analizzare questi temi e arrivare a formulare una nostra ipotesi di soluzione. Ne è testimonianza questo incontro al Giardino degli Aromi per definire l’agenda futura su proposta dell’Italia che Cambia. Come potrete notare non è il solo c’è anche la Food Policy milanese e se volete sapere come è arrivato ai giorni nostri questo approccio al tema rileggete Everyone at the Table.

Avevamo seguito tanto anche l’Economia Solidale che è sicuramente, tramite l’istituzione dei Gas, una delle soluzioni più efficaci di supporto allo sviluppo di queste agricolture. Ci siamo occupati anche di esperienze innovative come la La Ruche qui Dit Oui proprio nel momento in cui sono sbarcate nel nostro paese. Abbiamo girato il lungo e il largo l’Italia vedendo come gli amministratori pubblici avrebbero potuto interpretare proposte di Agroecologia partendo da analisi territoriali a partire dalla scoperta dei loro territori. A proposito del fare convegni per far diminuire l’asimmetria informativa tra produzione e consumo, il vero tallone di Achille di questo mercato, non è male vedere che cosa dicono e fanno quelli di Wikyfarmer

Interessante è leggere anche l’ultimo documento proposto dalla Comunità Europea a proposito della necessità di un Sustainable Food System.

Mercati e Supermercati

Ci siamo occupati molto di sistemi distributivi organizzando noi mercati contadini, alcuni che non esistono più e altri che sono tuttora floridi. Sono state esperienze fondative per comprendere di cosa stavamo parlando e di quali fossero le aspettative di quelli che ci partecipavano e l’invidia neanche tanto nascosta per la “concorrenza”. Mentre trafficavamo osservavamo l’esperienza indossando occhiali dalle lenti molto speciali. L’autorganizzazione è stato un faro interpretativo che abbiamo sempre fatto rappresentare dai missomiceti. La necessità di avere un’organizzazione che abilitasse questo mondo come EDI ha abilitato la GDO da più di 40 anni l’abbiamo descritta attraverso la strutturazione della rete di trasporto di un altro Paese.

Queste sono proposte alternative di commercio elettronico alternativo

Network

Un altro aspetto importante fu l’incontro con le micorrize e le reti struttura del mondo vegetale. E’ stato come un fulmine a ciel sereno perché ci permetteva finalmente di avere una rappresentazione vegetale a quanto stavamo raccontando da anni con un linguaggio tecnologico. E’ inutile dire che ci siamo occupati anche di funghi e dell’importanza del micelio.

Un buon articolo lo trovate qui
Fonte

Community e Presenti

Ma chi sono i presenti dentro Round Robin? Sono tutte quelle aziende che negli anni hanno fatto capolino in Internet con articoli, su testate nazionali o significative, che raccontavano qualcosa di loro che li facesse ritenere connessi con una delle due mele. Sono stati mappati perché si suppone che loro siano uno di quei nodi di rete che dovranno essere connessi. E’ una possibilità non un assioma visto che poi la loro capacità di fare rete deriverà dalle connessioni reali che riusciranno a generare. D’altro canto le connessioni come in WhatsApp derivano dalle rubriche che sappiamo tutti contengono molti nomi che non ci ricordiamo nemmeno ma se non ci fossero non potremmo stabilire relazioni all’interno di questi nuovi strumenti tecnologici. Il fare rubriche è dunque il primo passaggio che deve essere fatto, dare un’identità digitale ad operatori reali e quindi ben vangano stimoli come quella Dei Pastori Felici. Le Tavole Rotonde servono proprio a questo rappresentare virtualmente una comunità reale per permettergli di simulare le azioni che quotidianamente fanno con strumenti diversi.

Settore Agroalimentare

A rischio filiera da 575 miliardi», «Una situazione», commenta Coldiretti, «che è destinata ad esplodere in autunno con un prevedibile balzo dei listini di vendita che riguarda l’intera filiera agroalimentare». Filiera che attualmente vale 575 miliardi di euro, quasi un quarto del Pil nazionale, e vede impegnati ben 4 milioni di lavoratori in 740 mila aziende agricole70 mila industrie alimentari, oltre 330 mila realtà della ristorazione e 230 mila punti vendita al dettaglio. L’agroalimentare inoltre assorbe oltre l’11% dei consumi energetici industriali totali per circa 13,3 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti all’anno. «Non c’è tempo da perdere e non possiamo aspettare le elezioni e il nuovo governo ma bisogna intervenire subito sui rincari dell’energia che mettono a rischio imprese e famiglie in settori vitali per il Paese», ha dichiarato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. «Con i rincari d’autunno insieme al sistema produttivo sono a rischio alimentare oltre 2,6 milioni di persone che in Italia sono costrette a chiedere aiuto per mangiare e rappresentano la punta dell’iceberg delle difficoltà in cui rischia di trovarsi un numero crescente di famiglie a causa dell’inflazione spinta dal carrello della spesa per i costi energetici e alimentari». Fonte al 30/8/2022

La prospettiva dei sistemi locali del cibo focalizza l’attenzione proprio sulle piccole imprese familiari per la loro rilevanza e per la maggiore sostenibilità delle loro pratiche produttive e di cattura. Infatti, in Italia il 72% delle aziende agricole ha una dimensione inferiore ai 5 ettari e il 50% inferiore a due ettari (CREA,2021) Circa il 90 % delle 570 milioni di aziende agricole del mondo sono gestite da famiglie e gestiscono il 75% delle terre agricole sebbene la definizione di piccola impresa familiare vari certamente a seconda del contesto. [Fonte]

Attualmente il cibo si muove su filiere globali, in media il cibo per arrivare sulle nostre tavole deve percorrere oltre 1000 km (Pekka Kinnunen et al. 2020; Schnell, 2013) che sono controllate dai grandi operatori della filiera, in particolar modo dalla distribuzione alimentare che si posiziona al centro del c.d. imbuto della filiera alimentare. In Italia, ad esempio, 1 milione di aziende produttrici per arrivare ad un mercato di consumatori di 25 milioni di famiglie sono intermediate da circa 150.000 operatori della distribuzione, il 74,5% delle vendite alimentari passa dalla distribuzione moderna, dove il 63,1% è riferibile a ipermercati, supermercati, libero servizio e discount a cui corrisponde il 90% del fatturato. I primi tre distributori della GDO coprono da soli il 34% delle vendite alimentari. Questo significa che la GDO controlla lo sbocco al mercato da parte dei produttori agricoli. Soprattutto i piccoli produttori non sono in grado di soddisfare le esigenze di approvvigionamento della GDO e hanno poco potere negoziale. Queste dinamiche di potere possono portare anche a pratiche sleali, tanto che il Parlamento Europeo ha approvato la direttiva (UE) 2019/633, proprio in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare. Questa dovrebbe essere applicata anche per proteggere i produttori dei paesi in via di sviluppo. [Fonte]

Per promuovere i sistemi produttivi territoriali è cruciale sostenere l’accorciamento delle filiere attraverso la promozione di nuove dinamiche di domanda-offerta e di canali commerciali alternativi, che hanno l’obiettivo di una più equa redistribuzione del valore economico a favore dei produttori agricoli, con effetti positivi che si estendono all’ambiente con la riduzione delle food miles e food foot print e la riduzione dello spreco alimentare, alla freschezza e salubrità degli alimenti e, dal punto di vista della governance, alla democratizzazione del sistema alimentare attraverso un controllo della filiera dal basso.
In risposta alla crisi economica, sociale e ambientale del sistema agroalimentare industriale, negli ultimi vent’anni si sono sviluppate e consolidate un’ampia varietà di innovazioni dal basso come le filiere corte che includono diverse forme organizzative quali: la vendita diretta in azienda o in punti vendita, vendita diretta attraverso e-commerce, mercati contadini, gruppi di acquisto solidale (GAS), cooperative d’acquisto, negozi collettivi di vendita etc. In Italia sono censiti circa 1.200 GAS, ma si stima che ne esistano almeno il doppio, vista l’informalità e la dinamicità che caratterizzano il fenomeno. Negli ultimi dieci anni, secondo Coldiretti, i mercati contadini di Campagna Amica sono passati da 592 a 1.189 e vedono il coinvolgimento di 12 mila aziende. La Cia dal canto suo ha promosso il progetto la Spesa in Campagna. Anche i Mercati Della Terra di Slow Food stanno avendo un notevole incremento sia a livello nazionale che internazionale, ponendo il rapporto diretto tra consumatori e produttori come centrale (“consumattori”) in particolar modo nella parte didattica e relazionale necessariamente sempre presente. [Fonte]

Per rispondere ai bisogni il problema da risolvere è quello della crescita di scala. Grazie alle tecnologie digitali è possibile perseguire crescita di scala senza seguire logiche di economia di scala (obbligando la crescita dimensionale delle aziende produttrici) e senza espansione geografica del mercati. Infatti, le tecnologie digitali che sono state utilizzate tradizionalmente per promuovere la globalizzazione dei mercati agro-alimentari oggi possono essere utilizzate per la realizzazione dell’”intensificazione locale” definibile come la capacità di aumentare il numero delle aziende che possono accedere al mercato, e di aumentare il numero dei consumatori finali e di raggiungere i consumatori intermedi nell’ambito di uno spazio circoscritto definibile come locale. Territorializzare, significa anche sviluppare sistemi ibridi basati su nuove alleanze strategiche, tra produttori locali e GDO, filiere corte e filiere lunghe, tra piccoli produttori e grandi produttori. Il perno concettuale di queste nuove alleanze strategiche è indubbiamente la sostenibilità declinata nei vari ambiti economici ambientali e soprattutto sociali.

La digitalizzazione della filiera alimentare è un al centro del dibattito sulla transizione dei sistemi alimentari. Anche per effetto del covid-19 la digitalizzazione della distribuzione alimentare ha avuto un’accelerazione straordinaria negli ultimi 3-4 anni. Secondo i dati forniti dall’Osservatorio eCommerce B2c, nel 2018, in Italia, il giro d’affari dell’e-commerce food & grocery raggiungeva 1,1 miliardi di euro con un tasso di penetrazione attorno allo 0,5%. Nel 2020, il tasso raggiunge l’1,6%, 2,5 miliardi di euro, un miliardo di euro in più rispetto al 2019. Rispetto a queste opportunità di mercato si sta affermando una piattaformizzazione del mercato alimentare dominato dai grandi operatori globali: nel comparto del foodelivery operatori come Just Eat e Deliveroo controllano il mercato e si stanno muovendo anche nel mercato delle dark kitchen (sono cucine indipendenti, non appartenenti a uno specifico ristorante, che preparano pietanze destinate esclusivamente al delivery), Amazon è entrata nell’e-grocery aprendo Amazon Fresh, in Italia sono presenti sedi a Milano, Roma, Torino, Bologna e Bergamo. Questa piattaformizzazione esaspera ancora di più il dominio della filiera da parte dei giganti globali e pertanto si rende necessario sviluppare piattaforme digitali dal basso, che siano in grado di sviluppare dinamiche di intensificazione locale (Berti, 2021) [Fonte]

Ma nessuno osa proporre un cambio di paradigma: passare da un welfare assistenziale di protezione, a un welfare comunitario e di sviluppo. [Fonte]

Pubblicità