GRAZIE A TUTTI
Grazie innanzitutto alla comunità di Cascina Pagnana che ci ha permesso di vivere questa bellissima giornata. Grazie a tutte le persone che con pazienza hanno preparato i buonissimi piatti che abbiamo degustato a pranzo con i prodotti del nostro territorio. Grazie a Walter che ha preparato i bellissimi cartelloni che illustravano il percorso della comunità del cibo e che ci ha ripreso mentre rispondevamo cos’era per noi la “Comunità” del “Cibo” della “Martesana” e forse un giorno vedremo questo bel filmato.
Grazie alle Acli che con un piccolo contributo ci hanno permesso di sostenere le spese che abbiamo avuto per organizzare questa giornata. Grazie a: Rete Antimafie Martesana, Slow Food Martesana, Git Banca Etica Est Milano, Progetto GorgoZolla, GAS Milano Est “Non di Solo Pane”, GAS Gorgonzola “L’Albero e il Seme”, Cascina Gabana Azienda Agricola, TerraFieraBio Azienda Agricola, Mellifera Azienda Agricola, Il Castagno Azienda Agricola e UnicaTerra Azienda Agricola, che hanno animato la giornata con la loro presenza, i loro prodotti, i laboratori, grazie ad Andrea che ha illustrato la cascina e lo spazio produttivo dove vengono coltivati gli ortaggi di UnicaTerra. Grazie a Francesca e Simone, di Industria Scenica, che ci hanno aiutato a costruire un grande murale collettivo. Grazie a tutte le persone che hanno partecipato e hanno contribuito a rendere la giornata speciale. Fonte

L’idea di cibo a cui ci riferiamo, anche nei termini che usa è questa, quella della Comunità del Cibo della Martesana, e sono lampanti le sue caratteristiche relazionali, di trasferimento di conoscenza e molto altro. E’ facile confrontarle mettendole in controluce e sovrapponendo queste immagini a quelle delle Torri Bianche, il centro commerciale più importante a due passi da lì.

Dunque l’esigenza esiste e la soluzione che abbiamo lungamente illustrato è congruente con le caratteristiche dei protagonisti che potrebbero utilizzarla. Forse non tutti saranno in grado di farla loro immediatamente date le sue caratteristiche spiccatamente tecnologiche, niente paura usandola si impara, come per avere il brevetto ci vuole un tot di ore di volo per ottenerlo. E’ evidente che non sostituisce momenti come quelli dell’incontro in Cascina Pagnana ma colma lo iato che esiste tra un incontro e l’altro che la comunità sicuramente farà. Struttura le relazioni economiche tra i soggetti che sono ben visibili in quelle foto. Mette in comunicazione questa comunità con quella vicina e dà una prospettiva a quelle che vorranno nascere visto che sapranno dove incontrare quei cibi e quelle persone.

E' dunque tempo di avere una implementazione di rete specifica per chi ha deciso di fare incontri come questi.

Permettere ai punti vendita e ai produttori di connettersi tra loro liberamente secondo la visione del mondo che più li accomuna e che stimoli i consumatori a curare la nostra Terra, non è più procrastinabile. Deve essere disintermediata e partendo da esigenze attualmente reali poter evolvere verso soluzioni oggi intuite ma non ancora percepite come attuabili. Deve essere comune come il telefono. Proposte di singoli produttori o commercianti creerebbero solo ulteriore cacofonia e in nome di una presunta efficenza bloccherebbero ancor di più una comunità che ha bisogno di volare e recuperare le energie originarie.

La teoria delle reti ci dice che possiamo farlo e che supporta tutte le esperienze che abbiamo fatto sin ora sia quelle espansive senza meta,

sia quelle opportunistiche

ma ci da anche elementi per capire come strutturare soluzioni che permettano la collaborazione preservando le esigenze sia di quelli che voglio conquistare il mercato sia di quelli che lo vedono un’opportunità solo per loro

Con il ciclo un Locale per ogni Paese abbiamo cercato di chiarire il perché è necessario farlo, cosa serve per farlo e come farlo.

In come farlo abbiamo evocato la necessità di fare degli incontri, sull’esempio di questo in Cascina Pagnana, dove le reti territoriali o di scopo si pensassero e tra le altre attività iniziassero il proprio percorso di rappresentazione all’interno della rete.

Operatori economici che rappresentano l’Areale della Comunità del cibo della Martesana

Abbiamo provato a pensare come avrebbero potuto essere questi incontri per poter affrontare in modo costruttivo tutti i temi posti in cosa serve per farlo. Abbiamo fatto un brutto video di esempio non per deprimere ma per lasciare spazio alla creatività di chi sa fare meglio.

Ma quando arriviamo al dunque ho sempre l'impressione che manchi qualcosa per avviare il percorso. 

E’ come se qualcosa bloccasse i soggetti, che sono sicuro hanno compreso intellettualmente il progetto, a farlo diventare loro ed agire di conseguenza. Non è un problema di esperienza delle persone perché è quasi del tutto casuale che, intorno ai tavoli che abbiamo fatto, non ci sia Marco, un altro mio amico che ha organizzato questo evento. Tra le aziende che avete visto nel mercato ci sono altri miei amici che avrebbero potuto occupare la sedia accanto alla vostra. Ma nonostante tutto ho la sensazione che nonostante i miei sforzi manchi qualcosa che purtroppo, per mia personale scarsezza, non capisco mi scuso di non capire, e per il quale mi appello a chi osserva per contribuire a svelare il mistero.

Mi è stato detto che cerchi, connessioni, galline, uova, aeroporti e comunità con strane case che non stanno in piedi sono troppi stimoli e ci vorrebbe qualcosa di più ‘serio’ che diventi una sorta di manuale del che fare. Sono troppi tutti questi link che rimandano, che fanno saltare da un’articolo all’altro. Troppe citazioni che non mi ricordo più dove sono state fatte. E’ come se questa cacofonia, questa eccedenza di stimoli impedisse alle persone di esprimersi di capire che cosa bisogna fare nel concreto. Ecco perché durante le vacanze estive ho scritto un bel documento di approfondimento e non contento ho organizzato una presentazione che con immagini forti vi ricordi i punti principali espressi nel lungo testo.

Presentazione di Ciboprossimo

Credendo che quella difficoltà a partire fosse per lo più legata al timore di fare il primo passo così mi sono ricordato di cosa sia il RoundRobin e ve ne ho proposto uno dove mettendo insieme le comunità che stanno occupandosi dei temi che ci stanno a cuore con i produttori già presenti in Ciboprossimo ho tracciato una strada per rendere più semplice quello che fino ad oggi avevo vissuto come un problema.

Grafo delle Relazioni tra le comunità del cibo e i produttori di Ciboprossimo

Ho messo in una mappa e in grafo le Relazioni possibili tra tutti gli operatori di comunità e i soggetti economici che operano nei territori e a partire da lì ho fatto vedere sia che cosa è possibile fare in un territorio per stimolare i suoi abitanti ad agire sia che come si possono interpretare le reti per massimizzare l’emersione dei sistemi relazionali ma soprattutto ho costruito uno strumento per costruire incontri di community building efficaci. Le Tavole Rotonde permettono proprio questo e sono sicuramente figlie di quanto avevo cercato di evocare con quel video pieno di grafi.

Insomma ho cercato di non scoraggiarmi anche perché forse non conoscete il mio soprannome di qualche anno fa me vi posso assicurare che partiva da qui…

Fonte immagine di copertina o forse questa